domenica 27 novembre 2011

Soggetto mentale e corpo mortale

Mentre il soggetto mentale, e in particolare il soggetto grammaticale, hanno ciascuno di volta in volta un proprio punto di vista, mutevole nel succedersi del tempo e molteplice in uno stesso instante, il corpo mortale non ha punto di vista ma è il punto di arrivo, il termine, il riferimento del punto di vista, dei punti di vista, degli altri, che, guardandolo, lo pongono come oggetto immobile, come corpo, corpo mortale in mezzo ad altri corpi mortali. Dal punto di vista più strettamente legato al Conversazionalismo, ricordiamo che i predicati verbali mentre afferiscono all'io, e afferendo lo costituiscono, non afferiscono in senso proprio al corpo mortale, bensì vi si riferiscono. La persona quindi non è unica e indivisibile ma scomponibile in tre personaggi: “Il soggetto mentale” a cui afferiscono i predicati cognitivi affettivi e intenzionali, “Il soggetto grammaticale” a cui afferiscono i predicati finzionali e un corpo mortale a cui si riferiscono i predicati comportamentali. Particolari relazioni legano questi soggetti, in particolare il “Soggetto mentale” può sottrarsi con l’aiuto dei predicati finzionali afferenti al "Soggetto grammaticale" ai patimenti del corpo mortale, uscendo dalla contingenza del presente e dalla necessità del passato, per aprire a mondi e identità possibili nell’universo finzionale, nell’universo della possibilità, nel gioco simbolico, nel far finta che, nel tempo futuro, nel modo congiuntivo o condizionale. [La conversazione materiale, Lai, 1995]

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